Fotografie dal lockdown

Due serie fotografiche realizzate durante il periodo di quarantena per Covid

1. FOCUS

Questo nuovo progetto nasce dall’esigenza di riscoprire ciò che mi circonda. Oggetti e situazioni che ci circondano a volte sono, anche se in maniera impercettibile, collegati tra loro. Possiamo trovare analogie a livello cromatico, come in questo caso, o analogie di forma. Gli scatti rappresentano quindi il mio tentativo di trovare un ordine al caos costruitosi attorno all’emergenza coronavirus. Il risultato finale dipende da più fattori: gli scatti sono stati realizzati avvicinandomi molto al soggetto o rimanendo molto lontana, utilizzando al massimo lo zoom o facendo un taglio notevole in post produzione.

Non a caso la quarantena ci costringe a rivedere con nuovi occhi gli spazi in cui viviamo. Bisogna sempre trovare modi alternativi per andare avanti di giorno in giorno, isolare lo straordinario nell’ordinario. Se non sappiamo trovare un equilibrio intorno e dentro noi allora non saremo mai in grado di affrontare momenti di confusione. A volte ricerchiamo la salvezza in grandi cose quando invece sono le piccolezze e i dettagli a fare la differenza.

Consiglio a tutti di fermarsi. Fermarsi e approfittare di questo periodo di pausa per alleggerirsi. Le ore incessanti che alternavano obbligatoriamente un impegno all’altro nella routine quotidiana ci hanno soffocato la mente per troppo tempo. Riprendiamoci il nostro tempo: quando sarà finita brinderemo alla scoperta di ciò che avevamo sempre visto e mai guardato.


Scatto selezionato e pubblicato sul mio profilo PhotoVogue


2. ALL AROUND

Un breve viaggio intorno alle mura delle mia abitazione, varcandone i confini grazie all’occhio della mia macchina fotografica, ma comunque non passando mai al di là di essi.

Senza varcare la soglia del mio cancello, mostro letteralmente ciò che vedo attorno a casa. Un vicinato avvolto nel silenzio, una città avvolta nel silenzio.

Un silenzio interrotto di sera solo dalla luce delle finestre.

La luce significa vita, significa movimento, significa voci, ora racchiusi all’interno delle abitazioni e pronti ad esplodere una volta che questa pandemia ci permetterà di farlo.

Voglio però godermi ora questo silenzio e immaginare che dentro ogni casa si possa riscoprire il valore dello stare insieme, sempre vicini ma lontani dal resto del mondo.

Pubblicato da Alice Naso

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